Tessuto osseo
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Tessuto osseo
3. Fisiologia

Il tessuto osseo rappresenta il fondamentale costituente delle ossa, ovvero di organi rigidi che sostengono le diverse parti corporee e ne permettono il reciproco movimento, e che proteggono gli organi interni; si trova anche nei denti, dei quali forma la dentina e il cemento. Il tessuto osseo, inoltre, svolge un ruolo essenziale nell’omeostasi del calcio, essendo il principale “serbatoio” dell’organismo in cui questo minerale si accumula, e dal quale può essere rilasciato in condizioni di necessità.

1. Rimaneggiamento del tessuto osseo

Il tessuto osseo è soggetto a un continuo rinnovamento per tutta la vita dell’individuo, e in tal modo riesce ad adattarsi alle esigenze meccaniche dell’individuo: ad esempio, in caso di frattura il tessuto si auto-ripara, oppure può irrobustirsi nel caso che il soggetto pratichi attività agonistica e sottoponga il suo scheletro a notevoli sollecitazioni meccaniche. Il rimaneggiamento del tessuto osseo è necessario per il fatto che, con il passare del tempo, esso tende a rilasciare il calcio e a divenire più fragile. In risposta a stimoli ormonali, e in particolare per effetto della calcitonina prodotta dalla tiroide e del paratormone secreto dalle paratiroidi, il tessuto osseo riassorbe o rilascia calcio dal sangue; gli osteoblasti ricostruiscono nuovo tessuto, mentre gli osteoclasti degradano quello invecchiato. Durante il processo fisiologico di invecchiamento, i delicati equilibri che regolano i processi omeostatici, e quindi anche il processo di rimaneggiamento osseo, possono divenire meno efficienti, causando, ad esempio, patologie come l’osteoporosi. Vedi Menopausa.

2. Processo di ossificazione

Il processo di formazione del tessuto osseo (ossificazione) avviene secondo due modalità: ossificazione intramembranosa, o mesenchimale, e ossificazione endocondrale.

2.1. Ossificazione intramembranosa o mesenchimale

Le ossa piatte del cranio e una porzione della mandibola si formano direttamente, nel corso dello sviluppo embrionale, a partire da un tessuto embrionale detto mesenchima; da questo si differenziano gli osteoblasti, i quali, dopo avere secreto la matrice intercellulare, si differenziano a loro volta in cellule ossee mature, gli osteociti. Alcuni osteoblasti divengono invece osteoclasti, cellule che nell’individuo adulto sono coinvolte nel processo di rimaneggiamento del tessuto osseo. Il processo di ossificazione ha inizio in zone di mesenchima in cui le cellule formano addensamenti (centri di ossificazione) e sono riccamente irrorate da vasi sanguigni. Alcune cellule non differenziate rimangono comunque anche nell’adulto, a livello delle guaine di tessuto connettivo che rivestono le ossa (periostio ed endostio), e possono differenziarsi in osteoblasti e osteociti, il che rende possibile l’auto-riparazione delle fratture, ma anche l’insorgere di processi tumorali di ossificazione a carico di altri tessuti, come le pareti delle arterie.

2.2. Ossificazione endocondrale

Secondo tale modalità di ossificazione, il tessuto osseo si forma su un modello di cartilagine, che viene in seguito distrutto e sostituito. L’ossificazione endocondrale riguarda il tessuto osseo delle ossa degli arti, del bacino, della base del cranio e della colonna vertebrale. Durante lo sviluppo fetale, nell’embrione si formano ossa di cartilagine ialina. Nella parte centrale di esse, si differenzia un centro di ossificazione, in cui le cellule cartilaginee (condrociti) diventano ipertrofiche, cioè si ingrandiscono, mentre nella matrice inizia la deposizione di calcio; le cellule della cartilagine quindi degenerano, non riuscendo più ad assorbire sostanze nutritive a causa della calcificazione del tessuto, e lasciano spazi sempre più ampi. Nelle ossa lunghe, per il confluire di cavità dovute alla degenerazione della cartilagine, si forma la cavità midollare. La parte centrale dell’osso embrionale viene man mano invasa da vasi sanguigni e da cordoni di tessuto connettivo, in cui vi sono cellule del mesenchima dalle quali si differenziano gli osteoblasti. Questi depongono matrice ossea, che progressivamente sostituisce il tessuto cartilagineo.