| Antropologia culturale | Articolo | ||||
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| 3. | Sviluppo di nuovi indirizzi |
Dopo la seconda guerra mondiale, sia negli Stati Uniti che in Europa, gli studi antropologici svilupparono nuovi indirizzi. Negli Stati Uniti, l’attenzione verso i fenomeni culturali aveva ignorato le implicazioni economiche e politiche che inevitabilmente si riflettevano nella realtà dando luogo, nell’ambito della stessa società, a differenti idee e valori.
Le numerose scoperte in campo etnologico, paleontologico e genetico indussero gli antropologi a riformulare i criteri interpretativi delle culture e favorirono il riavvicinamento tra piano culturale e piano biologico delle scienze umane. André Leroi-Gourhan, oltre a rivoluzionare le metodologie di indagine in paleoantropologia, sottolineò l’importanza della connessione tra evoluzione biologica e culturale. La cultura è comparsa ben prima che l’evoluzione della nostra specie potesse considerarsi terminata e ha continuato a evolversi parallelamente alle modificazioni fisiche che hanno prodotto l’attuale distribuzione dei vari gruppi etnici. Durante questo lungo processo vecchi modelli culturali sono stati abbandonati e altri sono comparsi in uno stato di perenne trasformazione.
Claude Lévi-Strauss, in contrasto con il particolarismo storico, sottolineò il carattere comune delle strutture del pensiero umano in tutte le culture (unità psichica) che si manifesta in termini di opposizioni binarie (natura/cultura, maschio/femmina). L’analisi dei miti, del linguaggio e in genere di tutto quello che si manifesta attraverso 'atti culturali' può portare all’individuazione dei significati profondi che esistono dietro ogni espressione culturale.
Clifford Geertz e David Murray Schneider utilizzarono l’impostazione teorica tipica dell’ermeneutica negli studi sul valore dei simboli. Geertz considerava la cultura come un insieme di simboli usati da una società per esprimere una determinata visione del mondo. I simboli devono quindi essere studiati per ciò che possono rivelare della cultura di cui fanno parte. Il compito degli antropologi è di interpretare la cultura là dove viene costruita, ponendosi dal punto di vista degli 'attori' di quella società. Gli individui, intesi come attori sociali, effettuano scelte all’interno della società in cui vivono dando luogo a differenti modi di pensare e comportamenti; nell’ambito di una società vi sono, come affermava Marshall Sahlins, 'aree prescrittive' nelle quali si trovano i modelli istituzionali e sono sancite le divisioni dei ruoli e 'aree performative' nelle quali si sviluppano i rapporti sociali attraverso le azioni intraprese dagli individui.