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Fiori di Bach
1. Introduzione

Fiori di Bach Essenze di origine vegetale che vengono utilizzate nell’ambito di una pratica di medicina alternativa detta floriterapia. I tipi di essenza da impiegare, la modalità della loro preparazione e le virtù terapeutiche dei diversi vegetali furono elaborati dal medico Edward Bach e conobbero una sempre maggiore popolarità. Attualmente, ai fiori di Bach si sono affiancati altri rimedi floreali (i cosiddetti fiori francesi, californiani e australiani).

2. I principi dei fiori di Bach

L’idea di malattia del medico Edward Bach, creatore di questo metodo terapeutico, partiva da una visione olistica del paziente, cioè da un approccio che tendeva a considerare il corpo, e i suoi disturbi, non disgiunto dalla psiche e dalle emozioni. Bach si ricollegava all’idea di malattia dei medici dell’antichità, come Ippocrate e Paracelso, ripresa anche dall’omeopatia, praticata dallo stesso medico gallese. La malattia insorge, secondo Bach, quando nell’individuo si crea un conflitto tra gli impulsi del proprio Io superiore e la volontà di realizzarli dell’Io fisico. In altri termini, il medico gallese riteneva che in ciascuno vi siano potenzialità per realizzare le proprie aspirazioni (Io superiore), ma che eventi esterni, come l’educazione ricevuta, traumi subiti, relazioni con altri individui, possano portare a un “blocco” dell’Io fisico, che diventerebbe incapace di assumere le proprie decisioni e rifuggirebbe da ciò che, invece, nel suo intimo vorrebbe attuare.

L’essenza floreale interverrebbe a sbloccare l’energia dell’individuo, e a ristabilire la capacità di comprendere i propri bisogni e di seguire i propri impulsi. Ad esempio, il rimedio Larch (Larix decidua, larice) sarebbe indicato negli stati di scoraggiamento e di mancanza di fiducia in se stessi; esso permetterebbe al soggetto di passare da una sensazione di impotenza di fronte ai problemi quotidiani, alla capacità di affrontare meglio i disturbi e di valutare le difficoltà con maggiore senso critico. Quando l’individuo si trova in armonia con se stesso, la malattia non insorge.

3. Alcune caratteristiche dei fiori di Bach

I fiori di Bach comprendono 38 essenze, come ad esempio Agrimony (Agrimony eupatoria, eupatoria), Star of Bethlehem (Ornithogalum umbellatum, stella di Betlemme), Oak (Quercus robur, quercia), Chestnut Bud (Aesculus hippocastanum, gemme di ippocastano). L'unico rimedio tra questi 38 non costituito da un fiore è Rock water (acqua di roccia), acqua derivante da sorgenti incontaminate. A questa serie di rimedi si aggiunge il cosiddetto Rescue Remedy (gocce d’emergenza), elaborato con cinque essenze. I fiori di Bach vengono preparati a partire da piante che vengono raccolte secondo modalità riguardanti il luogo, le condizioni climatiche e lo stadio vegetativo, indicate dallo stesso Bach. Le essenze vengono fatte macerare; si ottengono flaconcini che vengono venduti in alcune farmacie.

1. Somministrazione

Per essere assunti, i rimedi devono essere diluiti in modo preciso, utilizzando acqua minerale naturale: si pone una goccia di essenza in 10 ml di acqua. Nel caso la preparazione debba conservarsi per periodi di tempo prolungati, la diluizione deve avvenire in acqua e alcol (brandy, secondo la prescrizione di Bach, oppure aceto di frutta, possibilmente puro), per prevenire la marcescenza dell’essenza vegetale. La somministrazione in genere consiste in quattro gocce, assunte per quattro volte nell’arco della giornata. Non sono registrati effetti collaterali nell’assunzione di fiori di Bach, che i floriterapisti (ad esempio alcuni omeopati utilizzano anche i fiori di Bach) prescrivono anche a bambini in tenera età e persino ad animali e piante. La scelta del rimedio adatto avviene attraverso colloqui con i quali il terapista approfondisce la conoscenza del paziente.