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Extracomunitari

Extracomunitari Neologismo di origine burocratica ma di notevole fortuna giornalistica in uso dagli anni Ottanta del XX secolo per indicare le persone che, provenendo da altri paesi, risiedevano nel territorio della Comunità europea (ora Unione Europea), in maniera regolare – cioè dotati di permessi di soggiorno – o irregolare (cioè clandestini).

Il termine – nato da una visione eurocentrica e non “politicamente corretta” –, rivela anche un atteggiamento culturale di tipo razzista. Nel linguaggio comune, infatti, viene usato solo in riferimento a chi proviene da paesi del Terzo Mondo e che vive magari anche una situazione di marginalità, di povertà e di esclusione sociale e non per indicare uno statunitense o uno svizzero, pur essendo anche questi, almeno in senso letterale, “extracomunitari”.

Sostituito recentemente, negli atti burocratici, dalla perifrasi “cittadino non appartenente all’Unione Europea”, viene ancora utilizzato dai mezzi di comunicazione di massa e nel linguaggio comune.