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Enclisi e proclisi

Enclisi e proclisi Termini che definiscono due fenomeni linguistici che regolano la pronuncia e la grafia di parole monosillabiche (articoli, preposizioni, pronomi, avverbi) che si uniscono nell’accentazione alla parola che li precede (enclisi) o li segue (proclisi). Vedi anche Prosodia.

Particelle enclitiche sono quelle che si trovano nelle forme come vediamoci, dimmi, andarvi; possono anche costituire una coppia di monosillabi, come in fatemelo, venirsene.

Le particelle proclitiche sono quelle che precedono una parola appoggiandosi all’accento di questa senza però unirvisi graficamente, come invece succede per le enclitiche: mi parli, vi compare, te lo darà. Possono considerarsi proclitiche forme che prevedono l’unione forte, in sede di accento, di un aggettivo o di un verbo al seguente sostantivo: buon vecchio, gran corsa, van forte.

Nell’italiano antico, fino al Trecento, è osservata la regola, detta legge Tobler-Mussafia – dal nome dei glottologi che per primi la formalizzarono – per cui si deve avere sempre enclisi dei pronomi e delle particelle pronominali atone a inizio di frase, dopo e, dopo ma e dopo una frase subordinata esplicita: ad esempio, Ruppemi l’alto sonno ne la testa (Dante).