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Placentati
1. Introduzione

Placentati o Euteri Gruppo di mammiferi con valore tassonomico di infraclasse, i cui membri compiono lo sviluppo embrionale interamente nel corpo della madre, assumendo le sostanze dal sangue di quest’ultima, attraverso un apposito organo chiamato placenta.

I placentati, detti anche euteri, si sono differenziati dai marsupiali agli inizi del Cretaceo, a partire da un gruppo oggi estinto di antenati comuni. Attualmente costituiscono il gruppo dominante tra i vertebrati terrestri; alcuni di essi sono tornati all’ambiente acquatico, colonizzando i mari e le acque dolci; altri (i chirotteri) hanno sviluppato la capacità di volare. Alcuni dei principali ordini inclusi nell’infraclasse dei placentati sono gli insettivori, i primati (a cui appartiene l’uomo), i roditori, i cetacei, i carnivori, gli artiodattili e i perissodattili.

2. Sviluppo e strategia riproduttiva

A differenza dei prototeri (monotremi), che sono ovipari, e dei marsupiali, che hanno una placenta provvisoria e che, al termine di una breve gestazione (13-35 giorni), partoriscono piccoli estremamente immaturi, i placentati danno alla luce i piccoli a uno stadio di sviluppo piuttosto avanzato; per questo motivo la gestazione è molto lunga: a seconda delle specie, infatti, può durare dai 45 ai 650 giorni.

La strategia riproduttiva di questo gruppo di mammiferi, che consiste nel produrre pochi piccoli per volta e nel portarli a uno stadio avanzato dello sviluppo, comporta diversi vantaggi: al momento della nascita, infatti, i piccoli sono più autonomi e meno bisognosi di cure parentali e in seguito raggiungono la piena autonomia più rapidamente. Tutto questo avviene al costo di un elevato investimento di energia da parte della madre e di una notevole vulnerabilità della madre e dei piccoli durante il lungo periodo della gestazione.

Classificazione scientifica: I placentati costituiscono un’infraclasse della sottoclasse dei teri, classe mammiferi, superclasse gnatostomi, subphylum vertebrati, phylum cordati.